
A partire dal 15 marzo, sono entrati in carica i nuovi dirigenti della Repubblica Popolare Cinese, eletti in seguito al congresso del Partito Comunista Cinese.
Il nuovo segretario del partito, eletto nel 15 novembre, è ora diventato a tutti gli effetti il nuovo presidente della Cina. Il capo di stato uscente, Hu Jintao, aveva infatti raggiunto il limite di due mandati imposto dalla costituzione, ed è quindi stato sostituito da Xi Jinping, già precedentemente vice dello stesso Hu Jintao. Il nuovo primo ministro è invece Li Keqiang, che ha assunto il ruolo occupato negli ultimi anni da Wen Jiabao. Il vicepresidente di Xi Jinping sarà invece Li Yuanchao.
I nomi dei nuovi dirigenti cinesi possono essere considerati allo stesso tempo come una manifestazione di continuità con gli anni precedenti, visto che facevano già parte della cerchia di Hu Jintao, ma anche come una fonte di innovazione. Sia Xi Jinping che Li Keqiang vengono infatti considerati più aperti rispetto ai loro predecessori, soprattutto dal punto di vista della concessione delle libertà individuali, ma al contempo si ispirano al concetto di “società armoniosa” creato dall’ormai ex presidente Hu Jintao.
La presidenza di Hu Jintao resterà comunque alla storia come quella che ha portato la Cina ad essere definitivamente una potenza politica ed economica di livello globale, nonché quella che ha portato i Giochi Olimpici a Pechino, una manifestazione che ha segnato l’apoteosi della vecchia dirigenza.
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