
Dopo che il bulgaro Valentin Yordanov, medaglia d’oro nella lotta ad Atlanta 1996, aveva deciso di restituire la sua medaglia olimpica in segno di protesta contro la decisione – provvisoria – del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di escludere la lotta dal programma dei Giochi del 2020, qualcosa deve essere passato nella testa del russo Sagid Murtazaliev. Campione olimpico a Sydney 2000, Murtazaliev ha deciso di restituire a sua volta l’oro conquistato in terra australiana.
“È stata una decisione molto difficile da prendere”, ha spiegato Murtazaliev in una lettera indirizzata al presidente del CIO Jacques Rogge, come aveva fatto in precedenza Yordanov. “Dopo una lunga riflessione, ho deciso di seguire l’esempio del presidente della Federazione Bulgara, Valentin Yordanov”. In carriera, Murtazaliev è stato anche campione europeo (2000) e mondiale (1999).
Una settimana di riflessione è bastata all’ex lottatore russo per unirsi alla protesta contro questa scellerata decisione del CIO, che rappresenta un vero e proprio affronto alla storia dello sport. I vertici dello sport mondiale dovrebbero riflettere sul gesto di questi due atleti, Yordanov e Murtazaliev, che si sono privati di quella medaglia che rappresentava l’apice di una carriera di lavoro e sacrifici, in nome del futuro dello sport che li ha resi celebri in tutto il mondo. Ad ogni modo, i membri del Comitato Olimpico hanno fino a settembre per riflettere sulla questione: il calendario definitivo delle Olimpiadi del 2020 verrà infatti approvato a Buenos Aires tra più 6 mesi.
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