Cuba, Fidel Castro si è recato alle urne

Fidel Castro, 86 anni, si è recato al seggio numero 1 della capitale cubana per votare, in occasione delle elezioni generali che si sono svolte domenica scorsa.

“I cubani sono dei rivoluzionari autentici. Hanno fatto sacrifici enormi. Non sono io a dirlo, è la storia che lo conferma. In 50 anni di embargo, gli Stati Uniti non l’hanno avuta vinta”. Queste le poche parole del líder máximo alla stampa, mentre ha preferito soffermarsi più a lungo con i comuni cittadini che si recavano alle urne.

Fidel Castro è candidato all’Assemblea del Poder Popular come parlamentare per il municipio di Santiago de Cuba, ma, come già nel 2008, rinuncerà a qualsiasi altra carica gli venga offerta.

Bruno Rodríguez, Ministro degli Esteri, si è invece soffermato a parlare del sistema elettorale cubano: “È un sistema elettorale particolare, personalmente credo che sia il più democratico tra quelli che conosco. Abbiamo una forte partecipazione elettorale nel nostro Paese”. Il 24 febbraio il nuovo parlamento si formerà e avrà come primo compito quello di eleggere il presidente del Consiglio di Stato.

Il sistema elettorale cubano è effettivamente diverso dalla maggior parte di quelli esistenti, in quanto i candidati sono proposti dai cittadini stessi e non esiste la campagna elettorale, al posto della quale si svolgono degli incontri pubblici di dibattito fra i candidati ed i cittadini.

Questo sistema permette di evitare la corruzione e l’azione delle lobbies, garantendo una forma di democrazia partecipativa, nella quale “i deputati portano la parola dei cittadini all’Assemblea e fanno il lavoro che il popolo spera”, come affermato da un’elettrice in un seggio elettorale. I più critici, invece, pensano che l’inesistenza dei partiti politici impedisca un vero dibattito di programmi ed il rinnovamento delle idee, ma il basso tasso di corruzione a Cuba dimostra come questo sistema elettorale garantisca una maggiore trasparenza, dato che la corruzione è uno dei gravi problemi che attanagliano molti paesi dell’America Latina.

Il presidente Raúl Castro ha invece votato nel collegio elettorale di Mayari, nel quale è candidato, senza rilasciare dichiarazioni pubbliche. L’unica indicazione che ha dato negli ultimi giorni, è quella di voler promuovere una legge che limiti il numero di mandati ad una stessa persona, in modo da garantire un ricambio tra le fila dei parlamentari.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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