
Benyamin Netanyahu è stato rieletto nel ruolo di Primo Ministro di Israele, sebbene il suo partito, il Likud, abbia scontato una forte perdita di voti.
All’interno della Knesset, il Likud disporrà di soli 31 seggi, 11 in meno della scorsa legislatura. Natanyahu sarà quindi costretto a trovare alleati per dare vita ad una coalizione di governo, che potrebbe includere il nuovo partito Yesh Atid, che si è affermato come seconda forza del Paese. Guidato dal noto presentatore televisivo Yair Lapid, questa nuova formazione politica ha infatti ottenuto ben 19 seggi.
Allo stesso tempo, anche il Partito Laburista HaAvoda (Mifleget HaAvoda HaYisraelit) di Shelly Yachimovich ha tentato di convincere Lapid ad entrare nell’opposizione, senza successo. HaAvoda ha comunque ottenuto 15 seggi, due in più rispetto alle precedenti elezioni.
Grande crescita dell’estrema destra ultranazionalista (HaBayit HaYehudi, La casa ebrea), che passa da 3 a 12 seggi.
Grande crollo invece per il partito di centro Kadima, un tempo principale forza di opposizione, che è passato da 26 a soli 2 seggi. Il partito Kadima ha dovuto scontare anche la scissione che ha portato alla nascita della nuova formazione politica Hatnhuah, che sarà presente nella Knesset con 6 seggi. Ma, anche considerando i voti dei due partiti, la flessione è stata considerevole, con una diminuzione di 18 seggi.
Infine, segnaliamo gli 11 seggi del partito ortodosso Shas ed i 4 seggi dei comunisti di Hadash, così come 4 seggi sono stati ottenuti dalla Lista Araba Unita (al-Qā’ima al-‘Arabiyya al-Muwaḥḥada). Queste tre formazioni hanno visto la propria rappresentanza restare invariata rispetto alle elezioni precedenti.
Su 120 seggi, 26 saranno occupati da donne, un record per lo stato israeliano.
La rielezione di Natanyahu, naturalmente, non è stata accolta favorevolmente dai palestinesi, visti gli eventi degli ultimi mesi, soprattutto nella Striscia di Gaza.
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