
In un periodo in cui la situazione africana sembra esplodere, con gruppi ribelli in azione in molti Paesi, non fa eccezione il Mali, stato dell’Africa nord-occidentale con capitale Bamako. Il nord del Mali, infatti, è attualmente controllato da gruppi islamisti, che stanno cercando di avanzare verso il sud del Paese, ancora sotto il controllo del governo di Bamako.
Il Presidente francese François Hollande ha deciso di impegnare le truppe francesi sul suolo maliano, nel tentativo di aiutare le forze governative a respingere l’avanzata dei ribelli. “Il Mali deve affrontare un’aggressione di elementi terroristi che vengono dal Nord, di cui il mondo intero conosce la brutalità ed il fanatismo. È oggi a rischio l’esistenza stessa di questo stato amico, della sicurezza della sua popolazione e quella dei nostri concittadini, che sono 6.000. Ho quindi risposto, a nome della Francia, alla richiesta di aiuto del Presidente maliano, appoggiata dai Paesi dell’Africa occidentale”.
All’origine di questo intervento, ci sarebbe quindi una richiesta del Presidente maliano Dioncounda Traoré, e Hollande avrebbe deciso di intervenire “nel quadro della legalità internazionale”. Ma, in una situazione molto simile, Hollande ha rifiutato di inviare le proprie truppe in Repubblica Centrafricana.
Oltre ai soldati francesi, nel Mali sono presenti anche contingenti senegalesi (sebbene il governo del Senegal continui a smentire) e nigeriani, che hanno accolto la richiesta di aiuto da parte di Traoré. Anche il Presidente ivoriano, Alassane Ouattara, ha deciso di autorizzare l’invio immediato di truppe sul territorio maliano, “per aiutare l’armata maliana a difendere l’integrità del suo territorio”.
Le prime operazioni militari, unite alla “mobilitazione generale” richiesta da Dioncounda Traoré ai suoi concittadini, sembrerebbero comunque aver avuto un buon esito, in quanto l’avanzata degli islamisti sarebbe stata arrestata.
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