
La mediazione tra il presidente François Bozizé ed il gruppo di ribelli della Séléka sta per avere inizio, come questi ultimi avevano richiesto la scorsa settimana. Lunedì, Bozizé si è infatti recato a Brazzaville, in Congo, per incontrare il suo omologo Denis Sassou-Nguesso, che svolgerà il ruolo di mediatore nel processo di pace che avrà luogo a Libreville, in Gabon.
Secondo Bozizé, “la Repubblica Centrafricana è aggredita da elementi venuti dall’esterno, chiamati la Séléka. Li consideriamo come mercenari manipolati dall’esterno che hanno aggredito la pacifica popolazione centrafricana”. Per questo, Bozizé afferma di dover restare in carica fino alla fine del suo mandato, nel 2016, mentre i ribelli vorrebbero immediatamente rimuoverlo dal suo ruolo, in quanto reo di non aver rispettato i precedenti accordi.
Le negoziazioni dovrebbero oggi, 11 gennaio, come dichiarato da Sassou-Nguesso, con un leggero ritardo a causa delle condizioni meteo sfavorevoli, che hanno causato dei ritardi nel volo che doveva trasportare la delegazione della Séléka. Al momento, però, non è previsto nessun ordine del giorno.
Dopo aver chiesto aiuto alle potenze occidentali, così come all’Unione Africana, Bozizé ha intanto ottenuto il sostegno della Repubblica Sudafricana, che ha inviato un contingente a Bangui. Il Sudafrica, infatti, leader del continente, è sempre stato favorevole ad una soluzione africana dei problemi africani, e si era fortemente opposto all’invasione occidentale della Libia.
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