
Isole Malvinas o Isole Falkland: dietro questo duplice nome c’è la storia del contenzioso che oppone la Gran Bretagna e l’Argentina da quasi due secoli. Nel 1833, infatti, i britannici si sono stabiliti nell’arcipelago, sebbene gli argentini li avessero preceduti nel 1829 con la costruzione di una caserma. Vista la posizione geografica, l’Argentina riteneva le isole come naturalmente facenti parte del proprio territorio. Il contenzioso è andato avanti per un secolo e mezzo, fino a sfociare nel conflitto armato del 1982, conclusosi con una pesante sconfitta dell’Argentina.
La presidentessa argentina, Cristina Fernández de Kirchner, ha inviato una lettera aperta a David Cameron, primo ministro britannico, in cui chiede l’apertura di un tavolo per negoziare la restituzione dell’arcipelago all’Argentina.
Cameron ha risposto che il governo britannico “rispetterà e proteggerà” gli interessi della popolazione locale. Un referendum è già previsto nel mese di marzo, in cui sarà deciso se l’arcipelago dovrà continuare ad essere territorio britannico. I britannici puntano infatti sull’origine scozzese della maggioranza dei 3.000 abitanti dell’arcipelago.
Intanto, dal vicino Uruguay, si levano voci a favore dell’Argentina: il giornale “La República” ha espresso chiaramente quella che è la posizione del piccolo paese sudamericano, pubblicando un editoriale dal titolo “Le Malvinas sono argentine” e affermando che l’occupazione britannica non è altro che un retaggio dell’epoca coloniale. Già da tempo, il presidente José “Pepe” Mujica ha deciso di esprimere il proprio appoggio all’Argentina in modo concreto, vietando l’approdo delle navi battenti bandiera britannica nei porti del suo Paese.
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