
L’11 ed il 12 gennaio, per la prima volta della storia, i cittadini della Repubblica Ceca voteranno in modo diretto il proprio Presidente. E si tratterà anche di un nuovo Presidente, visto che Václav Klaus, in carica dal 2003, non potrà essere rieletto, secondo la legge costituzionale che limita a due i mandati presidenziali.
La costituzione del 1992, adottata in seguito alla dissoluzione della Cecoslovacchia, prevedeva che l’elezione del Presidente avvenisse in maniera indiretta, attraverso la Camera dei Deputati ed il Senato. Ma l’elezione del 2008, in cui Václav Klaus fu scelto in seguito ad accordi politici a dir poco dubbi, hanno sollevato il dibattito su un possibile cambiamento della costituzione. Petr Ne?as, Primo Ministro dal 2010 e leader del Partito Civico Democratico (Ob?anská Demokratická Strana – ODS), ha quindi lanciato l’iniziativa della nuova legge, che ha suscitato non poche polemiche, anche tra i membri del suo partito.
Ad opporsi alla legge è stato soprattutto il Partito Comunista (Komunistická strana ?ech a Moravy, KS?M), che teme una deriva presidenzialista del sistema politico ceco, il che entrerebbe in conflitto con la carta costituzionale.
La nuova legge è stata alla fine approvata dalle due Camere e firmata dal Presidente Klaus, sebbene quest’ultimo sia stato molto critico a riguardo, giusto in tempo per farla entrare in vigore in vista delle prossime presidenziali. È previsto il doppio turno (cosiddetto metodo “alla francese”) nel caso in cui uno dei candidati non raggiunga la maggioranza assoluta dei suffragi.
I sondaggi sembrano proprio prevedere la necessità del secondo turno, visto il grande equilibrio tra i 9 candidati. I favoriti sembrano essere due ex primi ministri, Jan Fischer e Miloš Zeman, ma c’è grande curiosità sulla candidatura del pluritatuato artista Vladimír Franz, mentre le donne candidate sono tre.
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