
Con il 51,6% dei voti, la sessantenne Park Geun-Hye ha vinto le presidenziali della Corea del Sud, svoltesi il 19 dicembre scorso. La leader del partito di centrodestra Saenuri-dang ha sconfitto l’avvocato Moon Jae-In, del Partito Democratico (Minju Tonghab dang), e sarà il sesto capo di stato dalla democratizzazione del Paese. L’affluenza alle urne è stata elevata (75,8%).
La costituzione della Repubblica Corea prevede che un presidente non possa essere rieletto, quindi Lee Myung-Bak, eletto nel 2007, non poteva ricandidarsi, ma resterà in carica fino alla scadenza del suo mandato, il 24 febbraio 2013, quando la Park gli subentrerà nel ruolo di capo di stato. Park Geun-Hye sarà anche la prima donna a guidare il Paese asiatico ed ha ottenuto la vittoria più netta dalla nascita della sesta repubblica.
Park Geun-Hye era divenuta leader del partito nel 2011, e subito cambiò il nome del partito da Grande Partito Nazionale a Partito Saenuri, noto anche come Partito della Nuova Frontiera. Questo cambiamento si era reso necessario sia per far dimenticare alcuni scandali che avevano coinvolto il partito, sia per prendere le distanze dal presidente Lee Myung-Bak, già membro dello stesso partito.
Come per tutti i presidenti della Corea del Sud, il punto cardine dei cinque anni del mandato di Park Geun-Hye sarà la gestione del rapporto con la Corea del Nord e con il suo giovane leader Kim Jong-Um.
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