
I risultati delle presidenziali ghanesi sembrano aver decretato la conferma del cristiano John Dramani Mahama (National Democratic Congress – NDC) alla presidenza dello stato africano. Mahama, alla presidenza da luglio, aveva sostituito, in qualità di vice-presidente, il presidente John Atta Mills, deceduto proprio a luglio. La costituzione ghanese, infatti, prevede che, in caso di decesso del presidente, sia il vice-presidente a subentrare fino alle successive elezioni.
Numerosi osservatori (oltre 4.000) monitoravano le elezioni, ma nonostante ciò non sono mancati i problemi, che hanno costretto la Commissione Elettorale a protrarre di un giorno il tempo a disposizione degli elettori per votare. Il Ghana è considerato generalmente un raro esempio di “Paese democratico” nell’Africa Subsahariana (insieme al Senegal e alla Costa d’Avorio), ma ciò non ha impedito problemi e proteste, dovute ai dubbi circa eventuali brogli elettorali.
Tutto nasce dall’introduzione del voto biometrico: tra marzo e maggio, la Commissione Elettorale del Ghana aveva creato un sistema biometrico di registrazione dell’elettorato, al fine di prevenire doppie registrazioni e di eliminare nomi falsi o di persone decedute. Un grande progresso, che allo stesso tempo ha creato grandi difficoltà durante le operazioni di voto. Previste per venerdì 7 dicembre, le votazioni si sono protratte fino a sabato per un guasto al sistema di verifica biometrica.
La maggior parte degli osservatori ha affermato che il problema non avrebbe avuto conseguenze sui risultati del voto, ma, naturalmente, non sono mancate le polemiche da parte dell’opposizione circa la fedeltà e la trasparenza del risultato. Delle controversie avevano avuto luogo anche durante la campagna elettorale: le opposizioni hanno denunciato la parzialità dei mass media, mentre molte proteste ha suscitato l’esclusione di Nana Konadu Agyeman Rawlings (National Democratic Party – NDP) dalla lista dei candidati, a causa di un errore nella documentazione presentata alla Commissione Elettorale.
All’annuncio dei primi risultati, circolati via internet ben prima dell’annuncio ufficiale, la tensione è salita nella capitale, Accra, dove le opposizioni sono scese in piazza a protestare, accerchiando la Commissione Elettorale e i palazzi governativi, “protetti” dai carri armati del governo ghanese e dalle forze dell’ordine, che hanno represso le manifestazioni.
Le opposizioni hanno motivi fondati per credere che il guasto tecnico possa essere stato utilizzato per alterare il processo elettorale, o che addirittura sia stato causato volontariamente. Un nuovo conteggio dei voti potrebbe essere decisivo, in quanto il principale sfidante di Mahama, Nana Addo Dankwa Akufo-Addo (New Patriotic Party – NPP), già Ministro degli Esteri, è staccato di soli 3 punti percentuali dall’eventuale vincitore. Inoltre, lo stesso Mahama ha superato appena dello 0,7% la soglia del 50%, al di sotto della quale si procederebbe ad un ballottaggio tra Mahama e Akufo-Addo.
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