
Dopo aver iniziato il ritiro dalle città di Masisi e Sake, i ribelli del movimento M23 hanno annunciato che lasceranno presto la città di Goma, capitale della regione del Nord Kivu. La dichiarazione è arrivata dal colonnello Sultani Makenga, leader militare del movimento.
La decisione è arrivata anche grazie alla mediazione dell’Uganda: Makenga ha acettato di recarsi a Kampala, capitale dell’Uganda, per trattare con il capo dell’armata ugandese, Aronda Nyakayirima, in vista del ritiro da Goma. Il Movimento M23, attraverso il suo capo politico Jean-Marie Runiga, ha anche chiesto di trattare con il governo di Kinshasa per la liberazione dei prigionieri politici.
Il movimento M23 non è altro che un effetto recente dei conflitti che caratterizzano la regione da oltre venti anni, e che hanno portato fino ad ora oltre 5 milioni di morti. Il nome del movimento fa riferimento agli accordi di pace del 23 marzo 2009, in cui i congolesi avevano promesso l’integrazione dei ribelli nell’armata. I ribelli accusano il presidente congolese, Joseph Kabila, di non aver rispettato l’accordo.
In risposta, il colonnello Olivier Hamuli, dell’armata congolese, si è detto scettico circa un eventuale ritiro dei ribelli da Goma. La Repubblica Democratica del Congo ribadisce, inoltre, che i ribelli hanno il sostegno del governo ruandese, che orchestrerebbe la ribellione al fine di impadronirsi delle numerose risorse della regione. Nonostante questa analisi sia condivisa anche dagli osservatori dell’ONU, da Kigali continuano a giungere smentite.
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