
La Turchia, negli ultimi anni, si è eretta a difensore dei diritti del popolo palestinese. Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan, si è più volte esposto con dichiarazioni dure nei confronti di Israele e dei crimini che questo stato commette a danno del popolo palestinese, come stiamo vedendo negli ultimi giorni. E proprio negli ultimi giorni, la Turchia ha riscoperto il suo ruolo all’interno del conflitto tra Israele e Palestina, proclamandosi come potenza mediatrice tra le due parti, investita di questo compito anche da Barack Obama.
Eppure, la stessa Turchia, così pronta a difendere i diritti dei palestinesi, è protagonista di crimini non dissimili da quelli israeliani, nei confronti di un altro popolo senza patria, quello curdo. Come Israele, la Turchia ha più volte condotto operazioni militari contro il Kurdistan turco, ed è solita chiamare i militanti curdi “terroristi”, proprio come fa Israele nei confronti dei palestinesi.
Come riporta una notizia apparsa in un articolo del quotidiano “La Stampa”, oltre 700 curdi, soprattutto detenuti, stanno dando vita ad un grande sciopero della fame, forse il più grande della storia, iniziato già due mesi fa, e che si è andato via via espandendo: si pensa che altri migliaia di curdi siano pronti ad unirsi a questo sciopero a breve tempoo. L’accusa, per questi detenuti, è semplicemente quella di far parte dell’organizzazione Koma Civakên Kurdistan, una sorta di federazione di partiti e associazioni curde, tutti banditi dalla Turchia.
Le richieste dei curdi sono molto semplici: riaprire i negoziati di pace con Adbullah Ocalan, ex leader della rivolta armata del 1984 ed imprigionato dal 1999; l’utilizzo della lingua curda nell’istruzione e nelle sedi ufficiali, fatto da lungo tempo vietato dal governo turco; un maggiore grado di autonomia per la provincia del Kurdistan turco, anche se l’obiettivo finale a lungo termine resta l’indipendenza.
Ecco quindi svelata la doppia morale della Turchia e del suo premier Erdogan, che continua a violare i diritti umani dei Curdi, ma vuole ergersi a difensore di quelli dei Palestinesi. Erdogan è premier dal 2003, ma in questi anni nulla ha fatto per migliorare la condizione dei curdi che vivono in territorio turco, anzi ha inasprito la repressione ed incrementato il numero degli arresti.
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