La democrazia di Vanuatu

La Repubblica di Vanuatu è un piccolo arcipelago dell’Oceano Pacifico, precedentemente noto come arcipelago delle Nuove Ebridi durante l’epoca coloniale, in cui i francesi e gli inglesi si dividevano il controllo delle isole.

Il 30 ottobre, i circa 150.000 elettori di Vanuatu sono stati chiamati alle urne per le elezioni legislative. Sebbene i risultati non siano ancora definitivi, possiamo anticipare che il Primo Ministro uscente, Sato Kilman, del Partito Progressista Popolare, è stato sconfitto da Edward Natapei del Partito della Nostra Terra (Vanua’aku Pati), un partito di sinistra che si inspira al “socialismo melanesiano”.

Ma il vero motivo per cui ci ritroviamo a parlare di questo piccolo stato non è il risultato delle legislative, ma una particolarità della sua legge elettorale. Innanzi tutto, non possono essere eletti coloro che hanno subito una condanna giudiziaria o che sono colpevoli di bancarotta. Inoltre, sono considerati incompatibili con il ruolo di parlamentare, oltre al Presidente della Repubblica, i giudici e i magistrati, i pubblici ufficiali, i membri delle forze di polizia o del Consiglio Nazionale dei Capi Tribali (Malvatu Mauri) e gli insegnanti.

Insomma, un ottimo esempio di democrazia e di legge contro il conflitto di interessi che viene da un Paese apparentemente insignificante sulla carta geografica.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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