Ucraina, il comunismo torna di moda

In un articolo precedente (L’Ucraina tenta di ritornare alla normalità), avevamo parlato delle prossime elezioni parlamentari ucraine, le prime dopo la crisi politica del 2008 e l’incarcerazione di Julija Tymošenko. È ora tempo di commentarne i risultati definitivi, giunti dopo circa 48 ore rispetto alla chiusura delle urne.

Il Partito delle Regioni (Partija Regioniv), guidato da Mykola Azarov, Primo Ministro uscente, è risultato il primo partito con il 30,5% dei voti e 191 seggi sui 450 disponibili nella Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino. Questo risultato può essere interpretato come un segno di consenso verso le politiche di Azarov e del Presidente Viktor Janukovich, che a sua volta fa riferimento a questo partito. Ciò significa, in pratica, che le misure anti-crisi sono state giudicate efficaci e che l’elettorato è favorevole ad un atteggiamento di riavvicinamento nei confronti della Russia. Nonostante questo successo, il PR ha comunque dovuto scontare una perdita di quasi 4 punti percentuali rispetto alle elezioni precedenti.

Il secondo partito è il VOB (Vseukrayins’ke Obyednannya “Bat’kivshchyna” – Unione di tutti gli Ucraini “Patria”), guidato da Arseniy Jatsenjuk, ma che ha il suo vero leader in Julija Tymošenko, la cui candidatura è stata respinta dalla Corte Costituzionale per la sua situazione giuridica. “Patria” ha raccolto il 25% dei consensi e 103 seggi, con una perdita netta di 53 seggi e 5 punti e mezzo percentuali. Una grave sconfitta per il partito che si caratterizza per il suo filoeruopeismo e la sua ostilità alla Russia.

Alla sua prima esperienza elettorale, ha ottenuto un grande risultato il partito UDAR, un partito filoeuropeo che ha approfittato soprattutto della celebrità del suo leader, Vitaly Klitschko, uno dei pugili più noti al mondo. Con il 13,76% dei voti, il partito di Klitschko ha raccolto 39 seggi.

Notevole il balzo in avanti dei comunisti del KPU (Komunistychna Partija Ukrayiny), che ottengono risultati che mancavano da anni, guadagnando 8 punti percentuali rispetto alle elezioni precedenti, e giungendo così al 13,39%. Con i suoi 32 seggi, il KPU di Petro Symonenko giocherà in ruolo fondamentale nel nuovo Parlamento. I comunisti devono questo successo al momento di crisi economica e politica che si è avuto negli ultimi anni in Ucraina, così come ai mancati risultati della conversione economica dall’economia pianificata all’economia di libero mercato. Come molti Paesi dell’ex URSS, l’Ucraina ad oggi non ha ancora raggiunto i livelli del PIL nel 1990, considerando, naturalmente, il tasso di inflazione, che in Ucraina è sempre molto elevato e che ha portato al susseguirsi di diverse crisi monetarie.

La crisi, però, ha portato vantaggi anche all’estrema destra nazionalista (Vseukrayinske obyednannia “Svoboda”). “Svoboda” (“Libertà”) è il partito che ha guadagnato più punti percentuali (+9,47%) e si è affermato come quinta forza del sistema partitico ucraino.

Ora spettarà a Mykola Azarov iniziare le trattative per formare una maggioranza parlamentare ed un nuovo governo, cercando di convincere anche i 43 parlamentari eletti come “indipendenti”, che potranno risultare determinanti nella formazione della maggioranza stessa e negli equilibri della politica ucraina nei prossimi 5 anni.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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