
Inutile negarlo, quando si parla della crisi economica si finisce per parlare dell’Islanda, che è stata e continua ad essere un esempio per democraticità e per il modo in cui è riuscita a gestire un collasso senza precedenti.
Dopo aver subito la crisi più grande della storia mondiale, in rapporto alla grandezza della propria economia, l’Islanda è riuscita nel “più grande recupero economico della storia”, come ha fatto recentemente notare Bloomberg. Questo basta a giustificare la frequenza con la quale ci ritroviamo a parlarne.
Unico stato in crisi ad aver messo i bisogni dei cittadini in una posizione prioritaria rispetto a quelli delle banche, l’Islanda è uscita dalla crisi non solo a livello macroeconomico, ma lo sta facendo anche guardando alle singole famiglie. Questo grazie anche alle azioni del governo, che ha recentemente deciso di investire per aiutare i cittadini in difficoltà a pagare i mutui, e quindi a mantenere la propria casa. La misura è stata presa in seguito ad un accordo tra il governo islandese e le stesse banche, che oramai sono parzialmente controllate dallo stato, come prevede una delle misure messe in pratica per uscire dalla crisi.
L’Islanda aveva anche iniziato i procedimenti per l’adesione all’Unione Europea, nel periodo peggiore della propria crisi. Un recente sondaggio mostra però che i cittadini sono ormai contrari a questa soluzione, in quanto l’Islanda sta riuscendo in una rapida ripresa economica, mentre molti Paesi d’Europa si avvicinano al quarto anno di crisi, senza apparenti prospettive di miglioramenti.
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