
E’ iniziata nel migliore dei modi la raccolta firme per il referendum che prevede la ripubblicizzazione dell’acqua. L’acqua, un bene di tutti e che va garantito a tutti, ha subito di recente un processo di mercificazione, che ha visto numerosi tentativi di privatizzazione: alcune imprese multinazionali, attratte dai profitti che potevano ottenere dalla privatizzazione di questo bene pubblico, si sono introdotte nella gestione del sistema idrico di diverse province italiane.
Nonostante la censura da parte dei mezzi di informazione più noti, però, il movimento per l’acqua pubblica ha iniziato una raccolta firme per un referendum di tre domande che chiede la ripubblicizzazione dell’acqua e l’eliminazione dei profitti derivanti dalla gestione della rete idrica. Questo punto è particolarmente importante per due motivi: il primo è che affermando di voler eliminare i profitti derivanti dalla gestione della rete idrica si vuole sottolineare come questo bene non appartenga ad un singolo ente o impresa, ma debba essere a disposizione di tutti; il secondo è che eliminando i profitti verrebbero a cadere tutti gli interessi delle imprese private, che quindi non si cimenterebbero più in questo campo.
L’inizio della raccolta firme è stato molto incoraggiante: sono state raccolte più del doppio delle firme che il comitato promotore aveva previsto per le prime 48 ore, varcando ampiamente le 100.000 sottoscrizioni. La città che ha raccolto più firme è stata Roma, con oltre 10.000, ma si sono ottenuti risultati importanti anche nella Liguria e nella Puglia. Particolari mobilitazioni ci sono state nelle città dove è già in corso l’esperimento della gestione privata, come Arezzo ed Aprilia, dove il Consiglio Comunale ha messo in discussione la gestione da parte di Acqualatina.
Interessante notare come l’acqua pubblica abbia destato un interesse generalizzato dei cittadini, indipendentemente dal ceto o dal credo politico (anche se al livello partitico solo le forze della sinistra, come la Federazione della Sinistra, si sono schierate a favore del referendum). Tutto questo mentre le cronache continuano ad ignorare la grande mobilitazione che si sta avendo attorno ad un tema che tocca tutti come quello dell’acqua pubblica.
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