
Trent’anni fa moriva a Parigi uno dei più grandi pensatori del ‘900, se non il più grande in assoluto: Jean-Paul Sartre.
Nato a Parigi il 21 giugno 1905, Sartre è sempre stato un personaggio al centro delle critiche: apprezzato da molti e avverso a tanti altri. Il suo essere fuori dagli schemi è ben rappresentato da due episodi: nel 1945 gli fu attribuita la Legion d’onore (la più alta carica di onorificenza francese), ma la rifiutò; successivamente, nel 1964, fu insignito del premio Nobel per la letteratura, ma anche in questo caso rifiutò il premio.
Sartre è stato apprezzato soprattutto durante i movimenti del 1968, nel famoso maggio francese, in cui divenne uno dei pensatori di riferimento per i giovani ed i lavoratori in rivolta. Lo stesso Sartre si rese protagonista di arringhe che incitavano i lavoratori a ribellarsi. Iscritto al Partito Comunista Francese (PCF), difese sino all’ultimo l’ideologia marxista, mettendo invece in secondo piano i cosiddetti “crimini di Stalin”. Sartre, infatti, non voleva che l’Unione Sovietica fosse eccessivamente criticata per via degli errori di Stalin, preferendo elogiarne i lati positivi. Queste sue posizioni lo misero in contrasto con molti dei compagni del PCF, tra cui Raymond Aron ed un altro premio Nobel, Albert Camus. La frattura tra i due si rivelerà insanabile: solo dopo la morte prematura di Camus in un incidente automobilistico (1960), Sartre ammetterà di essersi pentito per quella lite. Sartre era già rientrato nei ranghi del PCF quando si schierò contro la repressione da parte dei carri armati sovietici della rivolta ungherese del 1956.
Un altro dei temi politici affrontato da Sartre è quello del colonialismo: egli si schierò sempre contro l’imperialismo europeo ed in particolare della Francia. Sartre ed altri comunisti francesi si impegnarono a fondo per diffondere i crimini compiuti dalla Francia in Algeria, sostenendo l’indipendenza del Paese africano.
Sartre fu politicamente attivo fino all’ultimo. Il 15 aprile 1980 si spegne per via di un edema polmonare. La sua morte viene accolta con grande emozione da tutto il mondo ed i suoi funerali videro un corteo di oltre 50.000 persone sfilare per le strade della capitale francese. Qualcuno parlò dell’ultimo atto delle proteste sessantottine, altri dissero fosse una manifestazione contro la morte di Sartre. La manifestazione è riuscita, Sartre vive.
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