I primi 100 giorni di Trump
Un primo bilancio della nuova amministrazione federale statunitense da parte di Federico Giusti.
Un primo bilancio della nuova amministrazione federale statunitense da parte di Federico Giusti.
La Corea del Nord critica la decisione dell’amministrazione statunitense di semplificare le esportazioni di armi come mossa mirata a prolungare e alimentare i conflitti globali, evidenziando l’uso del commercio militare per sostenere politiche estere aggressive ed egemoniche.
Ben lungi dall’essere un cedimento alle pressioni statunitensi, l’accordo pilota con SpaceX si inserisce in un piano organico di modernizzazione delle telecomunicazioni vietnamite. Con limiti temporali, vincoli di sicurezza e un tetto di 600.000 abbonati, Starlink contribuisce all’espansione di 5G, fibra ottica e infrastrutture digitali, offrendo una soluzione alla connettività delle aree più remote senza intaccare la sovranità nazionale.
La declassificazione del promemoria del National Intelligence Council conferma l’assenza di prove credibili di collegamenti diretti tra il governo Maduro e la gang Tren de Aragua, smentendo le motivazioni usate dall’amministrazione Trump per le deportazioni sommarie di migranti venezuelani.
Nei primi 100 giorni del suo secondo mandato, Donald Trump ha mostrato un esercizio del potere sempre più autoritario, tra dazi, deportazioni, minacce alle istituzioni e sondaggi in calo che segnalano il crescente disagio dell’opinione pubblica statunitense.
Alle elezioni dello scorso 28 aprile, il Congresso Nazionale Unito guidato da Kamla Persad-Bissessar ha riconquistato la maggioranza parlamentare a Trinidad e Tobago dopo dieci anni di governo liberale, promettendo rilancio economico, politiche sociali e forte autonomia dall’influenza statunitense.
I discorsi di J.D. Vance e gli interventi autoritari di Trump contro università come la Columbia e l’MIT rivelano un conflitto fra potere esecutivo e autonomia accademica. Harvard resiste, sollevando sfide legali e questioni importanti di libertà di espressione.
La questione delle tariffe trumpiane costituisce l’argomento del giorno per i suoi risvolti sulle relazioni internazionali e sul nostro futuro. I loro fautori appaiono arroganti ma incerti e invece di risollevare l’economia Usa finiranno con l’affossarla. Noi ce lo auguriamo.
Davanti alle pressioni e ai dazi USA, la ministra britannica Rachel Reeves rifiuta di ridurre i rapporti con la Cina, sottolineando l’importanza di una cooperazione pragmatica. L’esempio europeo e i solidi dati economici cinesi dimostrano che la Cina resta un partner fondamentale.
La KCNA condanna le mosse israeliane di annessione della Striscia di Gaza in violazione del fragile cessate il fuoco, evidenziando il ruolo degli USA nel sostenere l’espansionismo sionista e denunciando la minaccia alla pace e alla sovranità palestinese.