Cipro Nord: vince il candidato della linea “dura” di Erdoğan
La vittoria di Ersin Tatar nelle presidenziali della Repubblica Turca di Cipro del Nord offre una sponda importante alla politica espansionistica di Recep Tayyip Erdoğan.
La vittoria di Ersin Tatar nelle presidenziali della Repubblica Turca di Cipro del Nord offre una sponda importante alla politica espansionistica di Recep Tayyip Erdoğan.
Se quanto affermato dalle autorità di Erevan dovesse essere confermato, la Russia potrebbe trovarsi nell’obbligo di intervenire in difesa dell’Armenia.
Gli scontri tra Armenia ed Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh rischiano di assumenre una magnitudine ancora maggiore a causa del ruolo della Turchia, che spalleggia Baku all’interno del proprio progetto di imperialismo neo-ottomano nella regione.
La politica aggressiva ed espansionista della Turchia dimostra le contraddizioni e l’anacronismo NATO, ma mette anche in evidenza le divergenze in materia di politica estera esistenti all’interno dell’Unione Europea, in particolare fra Germania e Francia.
Il numero crescente di potenze straniere che stanno intervenendo in maniera diretta nel conflitto libico non lascia presagire nulla di buono, aumentando le tensioni nella comunità internazionale ed il rischio di un conflitto armato su vasta scala. La soluzione dipenderà quasi sicuramente da Russia e Turchia.
L’escalation di tensioni tra Grecia e Turchia è l’oggetto di un comunicato congiunto pubblicato dai Partiti Comunisti dei due Paesi, che fanno fronte comune contro i progetti imperialisti di sfruttamento delle risorse del Mar Egeo, vero oggetto del contendere tra Ankara ed Atene.
Dalle dispute con la Grecia alla storica disputa su Cipro, passando per l’interventismo di Ankara nei conflitti in Siria e Libia, la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan dimostra la propria volontà di imporsi come potenza imperialista regionale in Medio Oriente e nel Mar Mediterraneo orientale.
Domenica 24 giugno, i cittadini della Turchia sono stati chiamati alle urne per le elezioni generali (comprensive di elezioni presidenziali e legislative), nelle quali dovranno esprimersi per eleggere il capo di Stato ed i seicento membri della Grande Assemblea Nazionale Turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi, spesso abbreviato in TBMM).
Domenica 24 giugno, i cittadini della Turchia saranno chiamati alle urne per le elezioni generali (comprensive di elezioni presidenziali e legislative), nelle quali dovranno esprimersi per eleggere il capo di Stato ed i seicento membri della Grande Assemblea Nazionale Turca (Türkiye Büyük Millet Meclisi, spesso abbreviato in TBMM).
C’era una volta la Turchia fondata Mustafa Kemal Atatürk, il primo stato a maggioranza musulmana a dichiararsi laico ed a dare il via al processo di secolarizzazione, un percorso storico che ad porterà Ankara a sfiorare anche l’ingresso nell’Unione Europea. A quasi cento anni dalla salita al potere del “padre dei turchi” (Atatürk è stato presidente dal 1923 al 1938), che risollevò il Paese dopo il crollo dell’Impero Ottomano, Recep Tayyip Erdoğan sembra aver dato il colpo di grazia all’ambizioso progetto del suo illustre predecessore, attraverso un contestato referendum costituzionale.