Tokyo 2020, i successi olimpici dello sport cubano
Nonostante le difficoltà, lo sport cubano si è dimostrato ancora una volta all’altezza, superando Paesi con mezzi economici e demografici di gran lunga superiori.
Nonostante le difficoltà, lo sport cubano si è dimostrato ancora una volta all’altezza, superando Paesi con mezzi economici e demografici di gran lunga superiori.
Dopo l’edizione di Pechino 2008, lo sport cinese aveva accusato un deciso calo. Ma Tokyo 2020 ha rilanciato la Cina nella sua corsa per diventare la prima potenza sportiva mondiale.
Le Olimpiadi di Tokyo 2021 sono state e saranno inevitabilmente caratterizzate dalla situazione sanitaria mondiale, che ha portato al rinvio di un anno dell’evento. Anche la delegazione vietnamita sarà fortemente condizionata dalla pandemia, nonostante il Vietnam sia ad oggi uno dei Paesi meno colpiti al mondo.
Si è conclusa ieri a Manila la competizione multisportiva dell’Asia del Sud-Est.
Negli ultimi tempi sta tenendo particolarmente banco la vicenda dei visti che alcuni Paesi avrebbero negato agli sportivi israeliani in occasione di alcune competizioni internazionali: l’importanza di alcuni di questi atleti, ma anche il peso politico di questo Paese e la campagna mediatica che fa da seguito, hanno fatto sì che molti ne parlassero come uno scandalo, dimenticando però tanti episodi simili che hanno visto coinvolti sportivi di altre cittadinanze, e che le stesse autorità israeliane praticano spesso questo tipo di politiche nei confronti degli sportivi palestinesi.
La nevrosi collettiva che colpisce dopo degli eventi traumatici, come lo sono stati i recenti attentati di Parigi, porta spesso a coinvolgere persone che poco hanno a che fare con queste tristi vicende. Questa volta, a farne le spese è stato un lottatore della nazionale francese, Saïd Ahmed Itaev, la cui carriera potrebbe essere finita all’età di trentatré anni. Itaev, infatti, è stato considerato dalla polizia come un soggetto sospettato di fondamentalismo e quindi potenziale terrorista, e dunque dovrà recarsi in commissariato ben tre volte al giorno (alle 9:00, alle 14:00 ed alle 19:00), fatto che potrebbe impedirgli di disputare i Campionati Francesi e di coltivare il suo sogno olimpico.
La partecipazione di Alzain Tareq, nuotatrice del Bahrein di appena dieci anni, ai Mondiali di nuoto di Kazan 2015 ha creato molte polemiche tra giornalisti, atleti e spettatori. Questa è la risposta a tutti coloro che non hanno avuto niente da fare se non ripetere banalità (“a dieci anni dovrebbe stare a giocare“) sulla sua presenza alla competizione iridata.
I successi sportivi della Francia nell’anno in corso stanno particolarmente colpendo gli osservatori italiani, intenti a capire da dove provenga questa dilagante ascesa verificatasi negli ultimi tempi.
In base agli accordi presi tra il governo della Scozia ed il governo centrale del Regno Unito di Gran Bretagna & Irlanda del Nord, il 18 Settembre prossimo si terrà un referendum sulla totale indipendenza del territorio scozzese, qualcosa che andrebbe ben oltre il referendum sulla devolution approvato nel 1997. A poter votare saranno tutti i residenti in Scozia che hanno compiuto i sedici anni di età, vale a dire oltre quattro milioni di persone, che potranno scegliere tra le risposte “Sì” e “No” alla domanda “La Scozia dovrebbe essere un Paese indipendente”. La maggioranza semplice dei votanti basterà per determinare il risultato del voto, il cui risultato, stando ai sondaggi più recenti, potrebbe essere deciso per un pugno di schede.
Ieri il Primo Ministro Enrico Letta si è recato al Foro Italico per incontrare i vertici del CONI. A capo di un governo che si regge a mala pena con lo scotch, Letta si è lanciato in proclami a lungo scadere confermando, tutto sommato, i luoghi comuni riguardanti sport e politica in Italia.