Russia: i comunisti onorano la memoria di Vladimir Lenin
Il 21 gennaio si sono svolte in tutta la Russia le commemorazioni per la morte di Vladimir Lenin. In prima fila, naturalmente, i rappresentanti del Partito Comunista della Federazione Russa.
Il 21 gennaio si sono svolte in tutta la Russia le commemorazioni per la morte di Vladimir Lenin. In prima fila, naturalmente, i rappresentanti del Partito Comunista della Federazione Russa.
Dal 16 gennaio, Michail Vladimirovič Mišustin ha assunto la guida del governo della Federazione Russa. I comunisti russi sono pronti a collaborare con il nuovo esecutivo, a patto che questo voglia implementare le proposte del partito guidato da Gennadij Zjuganov.
Indipendente de facto dal 1992, la Repubblica di Abkhazia è oggi riconosciuta solamente da sette Stati membri delle Nazioni Unite. Nelle recenti elezioni, Raul Khajimba è stato confermato alla presidenza.
Come dimostrato dalle ultime elezioni, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, sta vivendo il momento più complicato della sua carriera politica.
Si è conclusa l’ultima appendice delle elezioni amministrative in Russia, con la ripetizione delle votazioni nel Krai di Primor’ nella giornata del 16 dicembre. La tornata elettorale ha effettivamente avuto luogo il 9 ed il 23 settembre per quasi tutti i territori che compongono la Federazione Russa: in quell’occasione, i risultati videro il netto calo del partito Russia Unita (in russo: Единая Россия, Edinaja Rossija), la formazione che di fatto appartiene al presidente Vladimir Putin, anche se il capo di Stato, obbligato costituzionalmente alla neutralità, ha lasciato ufficialmente le redini del tutto al fido Dmitrij Medvedev.
Il 9 ed il 23 settembre si sono tenute le elezioni amministrative in tutta la Russia, dove la notizia principale è stata quella riguardante il netto calo del partito Russia Unita (in russo: Единая Россия, Edinaja Rossija), la formazione che di fatto appartiene al presidente Vladimir Putin, anche se il capo di Stato, obbligato costituzionalmente alla neutralità, ha lasciato ufficialmente le redini del tutto al fido Dmitrij Medvedev.
I risultati delle elezioni amministrative in Russia hanno fatto esultare il Partito Comunista della Federazione Russa di Gennadij Zjuganov ed il Partito Liberal-Democratico di Russia di Vladimir Žirinovskij, mentre risulta in netto calo Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin. Oltretutto, non sono mancate le polemiche, e le elezioni del Krai di Primor’ saranno da ripetersi.
I risultati delle elezioni amministrative in Russia hanno fatto esultare il Partito Comunista della Federazione Russa di Gennadij Zjuganov, mentre risulta in netto calo Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin.
In un terzo millennio che sta ridisegnando gli assetti geopolitici mondiali, l’Italia e gli altri Paesi dell’Europa occidentale rischiano di restare strangolati da un’alleanza troppo stretta con gli Stati Uniti d’America, che impedisce loro di guardare dall’altra parte del globo. Questa politica miope non può che portare ad un’accelerazione nel processo di declino del “vecchio continente”.
La fine della guerra fredda, quella che si è conclusa simbolicamente il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino, ma più propriamente il 26 dicembre 1991 con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha lasciato via libera agli Stati Uniti d’America, pronti a raccogliere il testimone dell’egemonia planetaria in un mondo che per diversi anni ha assunto un assetto unipolare. L’emergere di nuovi attori sulla scena internazionale (alla faccia della “fine della storia” profetizzata da Francis Fukuyama), in particolare della Cina, e la rinascita della Russia sotto la guida di Vladimir Putin, hanno però scardinato la leadership statunitense a livello globale, portandoci in quella che molti analisti stanno oramai ribattezzando una “seconda guerra fredda”.