La russofobia del governo polacco e le sue mire sull’Ucraina
Le dichiarazioni antirusse del primo ministro polacco hanno provocato dure reazioni a Mosca, mentre Varsavia continua a coltivare le sue mire espansionistiche sull’Ucraina occidentale.
Le dichiarazioni antirusse del primo ministro polacco hanno provocato dure reazioni a Mosca, mentre Varsavia continua a coltivare le sue mire espansionistiche sull’Ucraina occidentale.
L’Università Renmin di Cina ha ospitato un’iniziativa intitolata “Ricercare la pace e promuovere lo sviluppo: un dialogo online di think tank globali di 20 Paesi”: significativo l’intervento di analisi della situazione internazionale a partire dalla crisi ucraina del vice ministro degli Esteri Le Yucheng.
L’8 maggio si sono concluse le elezioni presidenziali della repubblica non riconosciuta dell’Ossezia del Sud, che presto potrebbe organizzare un referendum per l’ingresso nella Federazione Russa.
Il 9 maggio, la Russia ha celebrato il Giorno della Vittoria, ovvero il trionfo dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale. Di seguito i principali passaggi dell’intervista rilasciata dal leader dei comunisti russi Gennadij Zjuganov al giornale “Svobodnaja Pressa” lo scorso 7 maggio.
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov circa le possibili origini ebraiche di Hitler hanno creato grande scalpore. Tuttavia, qualche anno fa tutte le principali testate giornalistiche avevano dato il fatto praticamente per certo. Qual è la realtà sulle origini del leader nazista?
Il presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka ha sottolineato le responsabilità delle potenze occidentali nel fomentare il conflitto in Ucraina, ed ha affermato che la guerra nucleare non è una possibilità ammissibile.
Oltre alla Russia, anche la Cina è stata vittima delle fake news diffuse in Occidente circa la questione ucraina. Un articolo dell’agenzia stampa Xinhua, tradotto di seguito, analizza e smentisce tutte le falsità sulla posizione cinese circa il conflitto.
La Task Force Yankee è una milizia formata da statunitensi ed altri “volontari” occidentali attualmente impegnata in Ucraina. Secondo la Russia, sarebbe solo uno dei sedici gruppi mercenari occidentali coinvolti nel conflitto.
Uno dei più importanti diplomatici russi ha messo a tacere le voci della propaganda occidentale secondo le quali la Russia starebbe pensando all’uso dell’arma nucleare. Tuttavia, ha affermato che le politiche aggressive dell’Occidente potrebbero portare a gravi conseguenze.
Sergej Bogatyrenko, leader del Partito Comunista della Federazione Russa in Crimea, ha affermato che gruppi neonazisti ucraini continuano ad essere presidente sul territorio della penisola anche dopo che questa è entrata a far parte della Federazione.