Islanda: Guðni Jóhannesson confermato alla presidenza
Le elezioni presidenziali del 27 giugno hanno visto la conferma di Guðni Jóhannesson alla presidenza dell’Islanda, con una percentuale di consensi superiore al 90%.
Le elezioni presidenziali del 27 giugno hanno visto la conferma di Guðni Jóhannesson alla presidenza dell’Islanda, con una percentuale di consensi superiore al 90%.
Un mese dopo le elezioni legislative dello scorso 28 ottobre, l’Islanda avrà finalmente un nuovo governo: da giovedì 30 novembre, infatti, Katrín Jakobsdóttir prenderà le redini politiche del Paese, divenendo la seconda donna a ricoprire questo ruolo nell’isola dopo Jóhanna Sigurðardóttir (2009-2013).
L’Islanda ha ritirato la propria candidatura per l’ingresso nell’Unione.
L’Islanda era stata considerata da molti come un esempio di rottura dell’ordine prestabilito, soprattutto durante le fasi più acute della crisi economica globale, che non ha risparmiato l’isola nordica. Non a caso, l’Islanda è uno dei Paesi dei abbiamo trattato più spesso, per questo non torneremo su quanto accaduto durante la crisi.
Inutile negarlo, quando si parla della crisi economica si finisce per parlare dell’Islanda, che è stata e continua ad essere un esempio per democraticità e per il modo in cui è riuscita a gestire un collasso senza precedenti.
In seguito al mio articolo sul referendum costituzionale in Islanda, ho letto diversi commenti che affermavano la non veridicità della prima parte dell’articolo, riguardante il debito islandese. Ho deciso quindi di trattare la questione più nello specifico, sperando di risultare più chiaro.
Dopo la bancarotta che ha colpito l’isola dell’estremo nord europeo ed il fallimento della banca Icesave, l’Islanda è divenuta per molti un esempio, soprattutto per il rifiuto, attraverso un referendum popolare, di pagare i propri debiti: una soluzione che farebbe comodo a molti Paesi, Grecia in testa. Ma gli esempi che vengono dall’isola dei geyser non sono finiti qui: un comitato di cittadini ha, infatti, proposto sei quesiti referendari alla popolazione, per creare le basi della nuova costituzione islandese.