La Russia sta spazzando via il nazismo dall’Europa per la seconda volta
Come i loro nonni dell’Armata Rossa che quasi 80 anni fa sconfissero le orde hitleriane, oggi l’esercito russo sta spazzando via il nazismo dall’Europa per la seconda volta.
Come i loro nonni dell’Armata Rossa che quasi 80 anni fa sconfissero le orde hitleriane, oggi l’esercito russo sta spazzando via il nazismo dall’Europa per la seconda volta.
Il presidente Vladimir Putin ha ufficialmente firmato i decreti che riconoscono l’indipendenza della Repubblica Popolare di Lugansk e della Repubblica Popolare di Doneck.
Il Partito Comunista della Federazione Russa ha proposto che Mosca riconosca l’indipendenza delle due repubbliche popolari del Donbass, al fine di rispondere alle provocazioni statunitensi, secondo le parole del segretario Gennadij Zjuganov.
L’8 dicembre 1991 cessava di esistere l’Unione Sovietica, attraverso la firma del trattato che istituiva la Comunità degli Stati Indipendenti. A trent’anni di distanza, il leader dei comunisti russi, Gennadij Zjuganov, è intervenuto alla Duma di Stato per ricordare la tragica fine del primo Paese socialista della storia.
Il Partito Comunista ha ottenuto un netto incremento rispetto alle precedenti elezioni legislative in Russia, nonostante le polemiche circa i risultati del voto elettronico, che secondo i comunisti sarebbe stato usato a favore del partito di Putin.
Il 19 settembre, i cittadini russi saranno chiamati alle urne rinnovare la composizione della Duma di Stato, oltre ad eleggere dieci governi regionali, 39 parlamenti regionali e numerosi altri organi locali.
L’unica reale alternativa a Vladimir Putin nella Federazione Russa è rappresentata dai comunisti di Gennadij Zjuganov, che di recente ha duramente attaccato il governo sui risultati delle elezioni regionali.
Il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) ha espresso la propria contrarietà nei confronti della riforma costituzionale voluta da Vladimir Putin. Ma le ragioni dei comunisti vanno ben al di là di quelle dei critici borghesi occidentali, ed affondano le proprie radici nelle tre costituzioni sovietiche.
Il 21 gennaio si sono svolte in tutta la Russia le commemorazioni per la morte di Vladimir Lenin. In prima fila, naturalmente, i rappresentanti del Partito Comunista della Federazione Russa.
Dal 16 gennaio, Michail Vladimirovič Mišustin ha assunto la guida del governo della Federazione Russa. I comunisti russi sono pronti a collaborare con il nuovo esecutivo, a patto che questo voglia implementare le proposte del partito guidato da Gennadij Zjuganov.