Canada: Justin Trudeau mantiene le redini del governo
Nonostante il calo di consensi, il Partito Liberale mantiene la maggioranza dei seggi nelle elezioni legislative canadesi, consentendo a Justin Trudeau di governare per il prossimo quadriennio.
Nonostante il calo di consensi, il Partito Liberale mantiene la maggioranza dei seggi nelle elezioni legislative canadesi, consentendo a Justin Trudeau di governare per il prossimo quadriennio.
A margine del G20 argentino di Buenos Aires, gli Stati Uniti d’America hanno firmato un nuovo trattato sul libero scambio con Canada e Messico, denominato USMCA (United States–Mexico–Canada Agreement), che va a sostituire il vecchio NAFTA (North American Free Trade Agreement), risalente al 1994.
Le elezioni federali canadesi del 19 ottobre hanno emesso un verdetto chiaro: i cittadini del Paese nordamericano hanno sonoramente bocciato i conservatori di Stephen Harper (Conservative Party of Canada – Parti Conservateur du Canada), che dopo nove anni di governo è stato costretto a cedere il posto di Primo Ministro al rivale Justin Trudeau, leader del Liberal Party of Canada – Parti Libéral du Canada e figlio di Pierre Elliot Trudeau, più volte premier tra il 1968 ed il 1980. Ricordiamo che elezioni sono state indette anticipatamente dal governatore generale David Lloyd Johnston in seguito alla crisi del governo Harper, sopraggiunta nello scorso mese di agosto.
Primo ministro dal 2006, il conservatore Stephen Harper è alle prese con una importante crisi di governo che lo ha costretto ad annunciare la dissoluzione della Camera dei Comuni e la conseguente organizzazione delle elezioni legislative anticipante, previste per il 19 ottobre prossimo. La novità della nuova consultazione elettorale sarà che per la prima volta i cittadini canadesi potranno eleggere 388 deputati, trenta in più rispetto alle legislazioni precedenti.
Il governo canadese si era impegnato ad acquistare 65 F-35, i discussi cacciabombardieri invisibili ai radar. La situazione di crisi economica e l’aumento dei prezzi, ha però fatto cambiare idea al governo di Ottawa, che ha deciso di rinunciare all’acquisto. Già altri Paesi, tra cui l’Italia e la Gran Bretagna, avevano avuto dubbi sulla partecipazione al progetto, diminuendo il numero di F-35 da acquistare: l’Italia, per esempio, ne ha tagliati 41, scendendo da 131 a 90.