Mondo

Hiroshima e Nagasaki: prove generali contro Mosca

Hiroshima e Nagasaki: prove generali contro Mosca

In occasione della ricorrenza del lancio del primo ordigno nucleare sulla città giapponese di Hiroshima, vi riproponiamo un nostro articolo del 2015 dovutamente rivisitato ed ampliato. Un argomento che ci riporta a 74 anni fa ma che è anche decisamente attuale, e che ci ricorda inoltre che ad oggi gli Stati Uniti sono stati l’unico Paese ad aver utilizzato questo genere di ordigni per colpire la popolazione civile.

La sovranità nazionale non è di destra ed è una via necessaria

La sovranità nazionale non è di destra ed è una via necessaria

Una parola oramai sulla bocca di molti, ma non sempre usata in forma oculata: sovranità nazionale. Un concetto spesso considerato – a torto – essere proprio della destra dello spettro politico, semplicemente perché confuso, per assonanza, con quello di nazionalismo o con quello di autarchia nazionale. Ma cosa vuol dire in realtà sovranità nazionale? E, soprattutto, perché questo termine assume una grande importanza ai giorni nostri?

Critica della democrazia rappresentativa occidentale (o democrazia borghese)

Critica della democrazia rappresentativa occidentale (o democrazia borghese)

Il termine “democrazia” indica, secondo il noto etimo greco, il “potere del popolo”. Un concetto di per sé certamente nobile, ma che nel corso dei secoli è stato utilizzato per indicare forme di governo fra loro molto diverse, da quella ateniese fino alla democrazia rappresentativa occidentale dei giorni nostri, passando per numerose altre espressioni, sia dal punto di vista dell’astrazione filosofia che di quello della realizzazione concreta storica. Di fatto, quasi tutti i Paesi hanno rivendicato o rivendicano di essere democratici, rimandando tuttavia con questa parola a forme diverse di espressione della democraticità. Quella del voto per l’elezione dei rappresentanti è infatti solo uno dei tanti modi per esplicitare la democraticità.

Odi et amo: breve excursus sulla storia dei rapporti tra Europa e Africa

Odi et amo: breve excursus sulla storia dei rapporti tra Europa e Africa

Il continente africano, ed in particolare l’Africa subsahariana, affascina da sempre l’uomo occidentale. Le prime testimonianze scritte sul mondo africano non mediterraneo si trovano già nelle opere degli autori greci Senofonte ed Erodoto, che descrivono queste popolazioni “dalla carnagione scura e dal naso schiacciato“, mettendone in evidenza le differenze somatiche rispetto alle popolazioni caucasiche, senza tuttavia esprimere giudizi di alcun tipo. Il termine utilizzato in greco era “Aithiòpoi“, ovvero “Etiopi”, parola che però raggruppava tutte le popolazioni dell’Africa subsahariana senza prendere in considerazione l’effettiva provenienza geografica ed etnica (Cowherd, 1983). Erodoto fu particolarmente colpito in occasione del suo viaggio in Egitto, descritto come “la terrà più d’ogni altra ricca di meraviglie, e che più d’ogni altra offre lo spettacolo d’opere d’indescrivibile grandezza“.