Tra rallentamento economico, crisi industriale e perdita di potere d’acquisto dei salari, dove ci stanno portando l’Ue e la Nato?
Prima tranche degli atti del dibattito del 15 agosto alla Festa Rossa 2025.
Prima tranche degli atti del dibattito del 15 agosto alla Festa Rossa 2025.
L’UE investe 17 miliardi in infrastrutture militari sotto pressione NATO, sacrificando welfare sull’altare della guerra con la Russia. Corridoi logistici e tecnologie duali mascherano la militarizzazione dell’Europa, mentre Germania e Polonia trainano il progetto dei “Tre Mari”.
L’accordo lampo tra USA e UE sulle tariffe mette a nudo le contraddizioni e i costi geopolitici di scelte affrettate. Tra obblighi non vincolanti e promesse irrealistiche, Bruxelles rischia di compromettere ulteriormente la sua autonomia strategica e la coesione interna.
Le guerre odierne non sono conflitti isolati, ma manifestazioni di uno scontro globale per la futura spartizione del potere mondiale. Mentre Trump prepara un nuovo fronte in Estremo Oriente, gli analisti mettono in guardia l’Occidente e suoi alleati.
Il rifiuto tedesco del bilancio UE da 2.000 miliardi ha segnato il licenziamento politico della Commissione von der Leyen, svelando un’agenda neoliberista che punta a riarmo, privatizzazioni e tagli al welfare. L’Europa, inerme, rischia un dominio dei ricchi e crisi infinite.
La UE finanzia la “competitività” investendo 175 miliardi in Horizon Europe e stanziando 131 miliardi per difesa e spazio: dietro l’innovazione civico‑digitale si nasconde un massiccio indirizzo all’economia di guerra, con indebitamento e tagli al welfare.
La futura manovra UE finanzia un mega-fondo da 100 miliardi per l’Ucraina e alza la spesa militare a 131 miliardi: per coprire i costi, previsti tagli al sociale e all’agricoltura e nuove tasse su tabacchi, rifiuti e grandi aziende.
La prossima Legge di Bilancio sarà un vero e proprio sostegno all’economia di guerra: spese militari in vertiginoso aumento, pacchetto sicurezza repressivo e tagli al welfare. Serve un’opposizione europea unitaria per difendere libertà, democrazia e alternative sociali.
Un’Europa “vecchia e stantia” si piega alla sudditanza alla NATO e agli interessi USA, con dazi schizzati dall’1,3 % al 6,7 % che penalizzano l’Italia e altri paesi. Confindustria invoca la Bussola tecnologica e il Piano Mattei, ma serve un’ambiziosa strategia unitaria a lungo termine.
L’Unione Europea dopo aver approvato il 17° pacchetto di sanzioni alla Russia, sta approntando il 18° nonostante i pesanti effetti sulla propria economia creati dai precedenti e il caro petrolio causato dall’attacco israeliano e Usa all’Iran. Le politiche di riarmo procedono spedite affossando ulteriormente le spese sociali.