Brasile: l’inadeguatezza di Bolsonaro davanti al coronavirus
Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha dimostrato ancora una volta la propria indaguatezza anche di fronte all’emergenza della pandemia da nuovo coronavirus.
Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha dimostrato ancora una volta la propria indaguatezza anche di fronte all’emergenza della pandemia da nuovo coronavirus.
Nonostante la pandemia che sta colpendo duecento Paesi, gli Stati Uniti continuano a perseguire i propri interessi imperialistici a discapito del resto del mondo, rifiutandosi di porre fine alle sanzioni economiche contro stati terzi (Venezuela, Iran, Cuba…) anche in questo momento di crisi.
Le statistiche della Germania riguardanti i morti per coronavirus lasciano non pochi dubbi sulla loro attendibilità. Cerchiamo di capire meglio cosa sta succedendo, e perché in realtà tutti i Paesi forniscono dati solamente parziali.
Alcuni brevi video registrati a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, nel giugno del 2019.
La pandemia da nuovo coronavirus sta causando gravi danni da diversi punti di vista. Ma questa può anche essere utilizzata come opportunità per analizzare le criticità del sistema attuale e dare vita ad un nuovo sistema economico, nuovi assetti politici ed un diverso rapporto con l’ambiente.
I mass media pongono spesso dubbi sull’attendibilità delle statistiche di Paesi come la Cina e l’Iran, ma quanto sono affidabili i dati ufficiali degli Stati Uniti sull’epidemia da nuovo coronavirus? Proviamo a dare una risposta analizzando i dati.
Nel video affrontiamo l’entità delle possibili conseguenze economiche in Cina e negli Stati Uniti a seguiro della pandemia da nuovo coronavirus. Evidenziamo inoltre il diverso atteggiamento dei Paesi occidentali rispetto a quello tenuto dalla Cina e dagli altri Paesi socialisti.
Giulio Chinappi presenta, presso il salotto culturale “Koinè” di Formia e con la presentazione di Antonia De Francesco, i suoi libri “Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam” e “Storia delle religioni in Vietnam”.
Nel video andremo a confutare la teoria della pace democratica, formulata nel 1983 da Michael W. Doyle, secondo la quale due Stati democratici (o, meglio, liberali) non si farebbero mai la guerra fra loro. Metteremo in dubbio sia la formulazione stessa della teoria che la sua veridicità storica.
Entra finalmente in vigore il tanto atteso Reddito di Cittadinanza. Alle critiche da destra, formulate da PD, FI e Lega, rispondiamo evidenziandone le criticità da un punto di vista differente: non un aiuto eccessivo, bensì un provvedimento insufficiente.