Dichiarazione del leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Marwan Abdel-Al
Dichiarazione del leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Marwan Abdel-Al al quotidiano francese L’Humanité.
Dichiarazione del leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Marwan Abdel-Al al quotidiano francese L’Humanité.
Dalla “mappa maledetta” del colonialismo francese al sacro tempio di Preah Vihear, passando per le ultime scaramucce armate e la crisi politica in Thailandia, l’escalation del 2025 riflette più di un semplice scontro territoriale: è la cartina di tornasole degli equilibri regionali e della capacità di mediazione dell’ASEAN.
Il Rodong Sinmun sottolinea come il coraggio rivoluzionario del popolo si fondi sull’autosufficienza e sull’autosviluppo, pilastri indelebili di una nazione potente che avanza attraverso continui trionfi e innovazioni.
L’appello promosso da oltre 100 rappresentanti del mondo delle fabbriche e del lavoro, da sindacalisti, dirigenti politici, intellettuali, docenti universitari, religiosi, associazioni e movimenti, attivisti, giornalisti, organi di informazione e controinformazione, per rilanciare la mobilitazione popolare a fianco del popolo palestinese.
Durante una visita di orientamento sul campo il 1° agosto, il Segretario Generale Kim Jong Un ha ispezionato i cantieri della più grande serra agricola mai costruita e delle dighe permanenti nelle isole del fiume Amnok, simbolo del rinnovamento socialista guidato dal Partito.
Il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di Canada, Francia e Regno Unito rilancia la “soluzione a due Stati” come unico percorso credibile per porre fine al conflitto israelo-palestinese. Radici legali, realtà storica e volontà regionale ne sanciscono l’imperativo.
Il 30 luglio ricorre il 79° anniversario della promulgazione della Legge sulla parità dei sessi in Corea, tra le prime al mondo a riconoscere legalmente l’eguaglianza di diritti tra donne e uomini, frutto della volontà storica del Presidente Kim Il Sung.
A 120 anni dalla firma del famigerato “accordo Taft-Katsura”, la RPDC ricorda l’intesa brigantesca che spalancò la strada all’occupazione giapponese della Corea e riafferma la propria determinazione a ottenere giustizia per i crimini coloniali.
Nel quadro delle tensioni di confine tra Cambogia e Thailandia, l’ASEAN si conferma fulcro regionale per la risoluzione pacifica delle controversie: la Malaysia ha guidato la mediazione, mentre il Vietnam ha sottolineato l’importanza della solidarietà e del rispetto del diritto internazionale.
Il successo al botteghino di Dead to Rights e le violente campagne contro il suo team creativo svelano un’offensiva ideologica volta a negare l’orrore del massacro di Nanchino. Difendere l’arte antifascista è preservare la memoria e la dignità umana.